L’AMORE CHE RESTA – Restless (Van Sant 2011)

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SCHEDA
Un film di Gus Van Sant. Con Henry Hopper, Mia Wasikowska, Ryo Kase, Schuyler Fisk, Jane Adams.
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Titolo originale Restless. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 95 min. – USA2011

TRAMA DEL FILM L’AMORE CHE RESTA:
Annabel Cotton è una bella e dolce malata terminale di cancro che ama intensamente la vita e il mondo della natura. Enoch Brae è un ragazzo che si è isolato dal mondo da quando ha perso i genitori in un incidente. Quando i due si incontrano a una cerimonia funebre, scoprono di condividere molto nella loro personale esperienza del mondo.

USCITA CINEMA: 07/10/2011
REGIA: Gus Van Sant
SCENEGGIATURA: Jason Lew
ATTORI: Mia Wasikowska, Henry Hopper, Schuyler Fisk, Jane Adams, Ryo Kase,Lusia Strus, Chin Han, Jesse Henderson, Victor Morris, Colton Lasater
Ruoli ed Interpreti

FOTOGRAFIA: Harris Savides
MONTAGGIO: Elliot Graham
MUSICHE: Danny Elfman
PRODUZIONE: Imagine Entertainment
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
PAESE: USA 2011
GENERE: Drammatico
DURATA: 95 Min
FORMATO: Colore
Sito Ufficiale

SOGGETTO:
Dalla piece teatrale “Of Winter and Water Birds”, di Jason Lew.

RECENSIONE

Il funerale di uno sconosciuto. Due sguardi che si incrociano, incontrano, riconoscono. Quello sorridente, di lei. Quello schivo, di lui. Un incontro fugace, la scintilla che, inaspettatamente, farà sbocciare una storia d’amore. La storia d’amore di una vita, una storia d’amore di tre mesi che si srotola, leggera come il volo di un uccello marino, lungo un malinconico autunno. È questo il tempo che è concesso ad Annabel (Mia Wasikowska) ed Enoch(Henry Hopper), due giovani sedicenni toccati da vicino dalla morte. Alle spalle di lui, la morte dei genitori in un incidente stradale ed un coma di tre mesi. Di fronte a lei, la certezza della morte: cancro, è il verdetto.

Sono questi lo spazio ed il tempo in cui si sviluppaL’amore che resta, ultimo film di Gus Van Sant, il geniale regista di Paranoid Park, Elephant, Milk e Will Hunting.Una dolce, struggente, nostalgica storia d’amore tra due anime perse, che si trovano per accompagnarsi lungo un tratto della propria vita: quella di lei, che ha imparato a sorridere alla vita nonostante l’imminenza della morte, quella di lui, che la fugge, trascorrendola in compagnia di un improbabile amico immaginario, un giovane kamikaze giapponese, che altro non è se non il simbolo dell’accettazione della caducità della vita.

Una storia d’amore, quella tratteggiata da Van Sant, in cui non smette mai di riecheggiare quell’anelito alla vita che illumina il viso di Annabel ogni volta che racconta ad Enoch dei suoi tanto amati uccelli marini. E che spinge il ragazzo, seppur cinicamente arrabbiato e disilluso, a porgere la mano a quell’efebica ragazza che pare non curarsi del poco tempo che le resta. Un film di formazione, anche, L’amore che resta, in cui Enoch, attraverso un percorso difficile, che si concluderà solo con l’ineluttabile perdita di Annabel, riuscirà ad affrontare la vita proprio attraverso l’accettazione della morte. Quella dei suoi genitori, quella della ragazza che tanto intensamente ha amato, quella di se stesso: una morte durata pochi minuti, che gli ha lasciato un’eterna sensazione di nulla.

Un film difficile, anche, L’amore che resta, in cui a rappresentare la malinconica dolcezza di queste due giovani anime perse contribuiscono le tonalità cromatiche dei colori e delle luci: i due personaggi, spesso agghindati con bizzarri, quanto assurdi abiti anni cinquanta, vivono la propria storia in un eterno autunno. E come le foglie, che restano pervicacemente attaccate al proprio ramo, così Annabel ed Enoch attraversano il tramonto della propria vita rimanendo abbracciati l’uno all’altra. In attesa che arrivi l’inverno.

Una storia d’amore romantica e complicata, resa più facile proprio dall’ineluttabilità di un destino che ha già deciso del futuro di Annabel e che ha già lasciato un segno indelebile, una profonda cicatrice nel passato di Enoch. Una sfida persa in partenza, quindi, che nel suo essere contiene insita la soluzione alla vita: vivi quel che c’è, vivilo con tutto te stesso, sembra sussurrare Gus Van Sant attraverso il sorriso di Annabel. Con coraggio, dando tutto te stesso, senza curarti del domani. Perché il domani non è dell’uomo: a lui spetta solo il presente. Un presente che deve essere vissuto. Matteo Trombacco rubric.it

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