Tag: educazione figli

  • I bambini sono cambiati (S. Vegetti Finzi, 1996)

    La psicologia dei bambini dai cinque ai dieci anni

    Autore: Silvia Vegetti Finzi e Anna Maria Battistin

    Casa editrice: Mondadori 10,5 €

    I bambini di oggi sono cambiati. Crescono sempre più in fretta. A sette, otto anni sono già informati, riflessivi, attenti alle novità, ma anche esigenti e caparbi, spesso soli e privi di vere risposte. Come vivono veramente gli anni brevi e sfuggenti che li separano dall’adolescenza, e soprattutto come possono essere aiutati ad affrontare la vita che si apre loro davanti? Gli adulti, che vorrebbero capirli meglio e aiutarli di più, spesso si trovano disorientati e non riescono a comprendere non solo che cosa ma anche come pensano. Questo libro, scritto in forma di dialogo e rivolto a tutti coloro che hanno a che fare con i bambini, propone una prima esauriente analisi del problema, una lettura accurata dei vari aspetti di un’età ricchissima di fermenti, potenzialità e promesse, ponendosi anche come guida per affrontare i rapporti familiari e scolastici o per poter intervenire nel caso di comportamenti difficili.

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  • Associazione genitori quasi perfetti

    Il sito dell’associazione genitori quasi perfetti (www.genitoriquasiperfetti.com)

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  • MILLY, MOLLY E PENNY (età da 3 a 7 anni)

    Indice
    Scheda libro
    La rabbia nei bambini
    Gill Pittar

    Scheda libro

    MILLY, MOLLY E PENNY

    Gill Pittar
    € 5,90
    Editore Edt

    pagg.32

    La mucca Penny è sempre arrabbiata, finché un giorno vede allo specchio il suo muso imbronciato… e non le piace per niente!

    La rabbia nei bambini

    La rabbia è la prima tappa dell’accettazione della frustrazione: Quando un bambino si arrabbia perché non può ottenere ciò che desidera , esprime una emozione per poter ritrovare , successivamente , un equilibrio ed accettare la mancata realizzazione del desiderio.E’ una tappa necessaria della crescita per poter imparare a rinunciare, le tappe dell’accettazione sono:

    1) la negazione
    2) la rabbia
    3) la contrattazione
    4) la tristezza
    5) l’accettazione

    Accettare il no significa passare attraverso un sentimento , naturale ed evolutivo, che è la collera.
    Soddisfare un bambino perché non si arrabbi, evitargli sentimenti di tristezza, a tutti i costi, significa rendere più difficile, per lui, lo sviluppo del sentimento di identità. Di fronte all’impossibilità di soddisfare le sue richieste , un genitore deve riuscire a sopportare la reazione per permettergli di superare la fatica di accettare i limiti.

    Ovviamente ,una frustrazione ingiusta, una rigidità eccessiva ( che esprime solo potere) può essere “distruttiva”ed inutile per la sua crescita.

    Gli adulti sanno che , per fronteggiare una ingiustizia o una “invasione” , l’emozione che si “mette in atto” è proprio la rabbia con il significato di difesa. L’intelligenza emotiva permette di incanalare questa emozione , strada facendo, e di esprimerla in modo meno devastante per tutti; un bambino deve imparare a farlo, deve imparare a distinguere la collera dalla violenza ( difficoltà a gestire la collera) che si rivolge contro l’altro , accusa e tenta di distruggere. La violenza è il tentativo di proteggersi dall’intensità del dolore proiettandolo sull’altro .Quando il malessere è troppo intenso e non si trova il modo ,per far arrivare il proprio messaggio , la collera si trasforma in violenza e rende ancora più incomprensibile ciò vorrebbe esprimere.

    Esistono collere sane , quindi, non violente e costruttive e collere eccessive che si trasformano in violenza.

    Le prime devono essere ascoltate, le seconde decifrate; entrambe devono essere rispettate perché esprimono bisogni.

    Il modello che i genitori offrono è fondamentale perché il bambino vada in una direzione o nell’altra. Se un genitore non controlla la sua rabbia o esprime i suoi messaggi con la violenza non fa che trasmettere la stessa modalità; se deride un bambino o lo affronta alla pari sentendosi in competizione disturba la naturale evoluzione verso una adeguata gestione delle emozioni.

    Di ragazzi violenti e , apparentemente privi di emozioni, è piena la cronaca ; purtroppo la radice và sempre cercata nell’infanzia .

    Da sottolineare non è la colpa ma l’errore di sottovalutare l’impronta che gli adulti danno ; a torto si pensa che soddisfare ogni bisogno possa creare ragazzi più sereni. Al contrario , è l’incapacità di sopportare le reazioni dei figli ( con risposte violente o eccessivamente permissive) che porta al dilagare del malessere. La società civile ha di sicuro le sue responsabilità ma il bambino impara i suoi primi passi in famiglia ed la famiglia che può e deve offrire un futuro senza quei vuoti, espressione di una carente identità.

    Bibliografia: “Le emozioni dei bambini” di I. Filliozat

    (tratto da www.genitoriquasiperfetti.com)

    GILL PITTAR
    Gill Pittar, neozelandese, è figlia di un agricoltore e cresce in campagna, dove trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Terminati gli studi, Gill si trasferisce con il marito John in una fattoria a Gisborne, e con i quattro figli vive qui seguendo i ritmi della natura e della vita rurale. Vicende familiari impongono ai Pittar cambiamenti radicali: la famiglia si trasferisce ad Auckland, dove Gill apre “Rural Delivery”, un negozio in cui vende i prodotti dell’artigianato locale. Qui inventa e confeziona con le proprie mani le bambole Milly e Molly, spinta dal desiderio di promuovere l’accettazione delle differenze e ricordando le esperienze vissute a scuola dai suoi figli e dai loro compagni maori. Così nascono le prime avventure, raccontate a voce da Gill, che poi ha l’idea di scriverle e di inventarne di nuove. Gill, adesso nonna, non ha ancora smesso.

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  • Consigli ai genitori

    Leggi l’articolo di F. Scaparro, pubblicato sul sito GeA. AssociazioneGeA.it

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  • Insieme si diventa grandi (Bo-Damilano, 2008)

    Dal delicato processo di “progettare” un figlio, alla sua nascita, passando attraverso le diverse fasi evolutive, il libro offre una panoramica completa sui temi e le problematiche in gioco nell’educare i figli. Affronta aspetti concreti come l’alimentazione e lo stile di vita, le malattie, la funzione del gioco e della fantasia; riflette su temi importanti come la televisione e il computer, il ruolo dei nonni, il valore della scuola, fino a giungere all’aspetto più alto: educare il bambino alla spiritualità, elemento centrale per una maturazione completa della persona e valore inestimabile nel servizio che l’adulto compie nei confronti dei propri bambini.

    Un libro utile e al tempo stesso di ispirazione che accompagna l’adulto passo passo nel delicato compito di educare i propri bambini a diventare grandi.

    Gli Autori

    Nadia e Giacomo Bo da oltre 15 anni si occupano di crescita personale e di miglioramento della qualità della vita, attraverso studi e importanti collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo. Abbinando un’impostazione scientifica derivante dal loro percorso di formazione universitario con discipline orientali come lo yoga e il taoismo, la meditazione e la ricerca interiore, hanno sviluppato negli anni un approccio globale alla salute fisica, mentale e spirituale dell’uomo.

    Convinti da sempre che la salute inizi dai bambini, si dedicano attivamente all’insegnamento dei giovani e alla formazione degli adulti, attraverso seminari e attività nelle scuole, negli enti pubblici e con il privato. Sono autori anche di Salute naturale (Urra, 2008).

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  • È l’Ora dei Compiti! (Damilano, Menzolini, 2011)

    È l’Ora dei Compiti! Come svolgerli con metodo, autonomia e creatività (Damilano , Menzolini , 2011) Urra Edizioni L’inizio della scuola coincide spesso con l’esplosione di conflitti e ansie che scombussolano l’armonia familiare. Spesso la ragione di queste tensioni si cela dietro una parola sola: “compiti”. Tanti o noiosi, né i genitori né i bambini hanno voglia di farli, soprattutto dopo una giornata lavorativa per gli uni e orari scolastici prolungati per gli altri. Eppure vincere la disaffezione dei bambini verso il lavoro scolastico a casa, favorire lo studio e l’apprendimento si può. La prima tappa però prevede che i genitori non si limitino a reclamare impegno da parte dei bambini, ma si dedichino loro stessi a svolgere il ruolo che gli è proprio, non sostituendosi, ma accompagnando il bambino verso la conquista di un metodo e dell’autonomia, e costruendo la giusta relazione con gli insegnanti. Infatti “fare bene i compiti” è una conquista graduale in cui tutti sono coinvolti. Le autrici in questo libro offrono consigli, pratiche, strategie e piccoli trucchi, che non perdono di vista le esigenze sacrosante dell’essere bambini, le potenzialità creative, espressive e di svago, che vanno a loro riconosciute. E invitano a riflettere su cosa può servire al bambino a vivere positivamente la scuola e le attività a essa connesse, lanciando una provocazione, ossia che anche i genitori devono “imparare” a fare i compiti, non quelli prescritti al figlio, ma quelli che il loro ruolo gli impone. Sviluppare senso di responsabilità e metodo Rendere il lavoro più interessante Equilibrare l’eccessivo impegno intellettivo Imparare a organizzare il lavoro Riconoscere le difficoltà di apprendimento Nadia Damilano Bo, dottore di ricerca in Chimica e Fisica, è insegnante steineriana di materie scientifiche. È coautrice con il marito Giacomo Bo di alcuni testi sul tema dello sviluppo delle risorse umane, tra i quali Salute Naturale (2008) e Insieme si diventa Grandi (2010). Paola Menzolini, per alcuni anni ha lavorato come educatrice nell’inserimento scolastico di bambini rom. Insegna da dodici anni presso la scuola Steiner Waldorf, prima come insegnante di materie scientifiche e poi come maestra di classe.

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  • La gelosia tra fratelli

    R. Scalisi – Franco Angeli

    Come aiutare i nostri figli ad accettare il nuovo arrivato

    L’arrivo di un secondo figlio determina un cambiamento radicale nell’ambito familiare, ed è un vero e proprio trauma per il primogenito che si vede spodestato dal trono del regno dell’amore assoluto dei suoi genitori. Vive una fase dura della sua vita, forse la prima veramente dolorosa. Ma è una prova molto utile alla sua crescita.Spesso i suoi sentimenti non vengono compresi, ci si prende gioco di lui e si deridono le sue manifestazioni di gelosia, oppure lo si punisce, pretendendo un comportamento esemplare o di eccessiva responsabilità.

    * Come nasce la gelosia?
    * Come si manifesta?
    * Come riesce il bambino a superarla?
    * E, soprattutto, come ci dobbiamo comportare, noi genitori?

    In La gelosia tra fratelli troverete un valido aiuto per capire la gelosia del vostro primogenito, ma anche quella del piccolo verso il grande e in generale le dinamiche tra i fratelli.
    Troverete riflessioni, esperienze, idee e suggerimenti che potrete utilizzare per affrontare la gelosia in modo positivo e per sostenere ciascun figlio nel modo più appropriato. La vostra sensibilità sarà essenziale per calibrare i tempi, i modi, le parole, i comportamenti più adatti. Fatevi guidare da lui a rispettare la sua individualità. Stategli accanto senza deriderlo, senza compiangerlo, senza anticiparlo. Con grande rispetto e fiducia nelle sue capacità. Raffaella Scalisi (psicologa, psicoterapeuta, esperta nel campo materno-infantile) è socia fondatrice del Melograno, Centro informazione maternità e nascita di Roma, un’associazione che dal 1983 offre corsi, informazioni e servizi di supporto e assistenza ai futuri e neo-genitori, dalla gravidanza al parto, al puerperio e ai primi anni di vita del bambino. II Centro rappresenta un punto di riferimento per le donne che intendono vivere la maternità in modo personale e da protagoniste attive.

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