Categoria: Genitori

  • Insieme si diventa grandi (Bo-Damilano, 2008)

    Dal delicato processo di “progettare” un figlio, alla sua nascita, passando attraverso le diverse fasi evolutive, il libro offre una panoramica completa sui temi e le problematiche in gioco nell’educare i figli. Affronta aspetti concreti come l’alimentazione e lo stile di vita, le malattie, la funzione del gioco e della fantasia; riflette su temi importanti come la televisione e il computer, il ruolo dei nonni, il valore della scuola, fino a giungere all’aspetto più alto: educare il bambino alla spiritualità, elemento centrale per una maturazione completa della persona e valore inestimabile nel servizio che l’adulto compie nei confronti dei propri bambini.

    Un libro utile e al tempo stesso di ispirazione che accompagna l’adulto passo passo nel delicato compito di educare i propri bambini a diventare grandi.

    Gli Autori

    Nadia e Giacomo Bo da oltre 15 anni si occupano di crescita personale e di miglioramento della qualità della vita, attraverso studi e importanti collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo. Abbinando un’impostazione scientifica derivante dal loro percorso di formazione universitario con discipline orientali come lo yoga e il taoismo, la meditazione e la ricerca interiore, hanno sviluppato negli anni un approccio globale alla salute fisica, mentale e spirituale dell’uomo.

    Convinti da sempre che la salute inizi dai bambini, si dedicano attivamente all’insegnamento dei giovani e alla formazione degli adulti, attraverso seminari e attività nelle scuole, negli enti pubblici e con il privato. Sono autori anche di Salute naturale (Urra, 2008).

    Download QRPrint QR
  • È l’Ora dei Compiti! (Damilano, Menzolini, 2011)

    È l’Ora dei Compiti! Come svolgerli con metodo, autonomia e creatività (Damilano , Menzolini , 2011) Urra Edizioni L’inizio della scuola coincide spesso con l’esplosione di conflitti e ansie che scombussolano l’armonia familiare. Spesso la ragione di queste tensioni si cela dietro una parola sola: “compiti”. Tanti o noiosi, né i genitori né i bambini hanno voglia di farli, soprattutto dopo una giornata lavorativa per gli uni e orari scolastici prolungati per gli altri. Eppure vincere la disaffezione dei bambini verso il lavoro scolastico a casa, favorire lo studio e l’apprendimento si può. La prima tappa però prevede che i genitori non si limitino a reclamare impegno da parte dei bambini, ma si dedichino loro stessi a svolgere il ruolo che gli è proprio, non sostituendosi, ma accompagnando il bambino verso la conquista di un metodo e dell’autonomia, e costruendo la giusta relazione con gli insegnanti. Infatti “fare bene i compiti” è una conquista graduale in cui tutti sono coinvolti. Le autrici in questo libro offrono consigli, pratiche, strategie e piccoli trucchi, che non perdono di vista le esigenze sacrosante dell’essere bambini, le potenzialità creative, espressive e di svago, che vanno a loro riconosciute. E invitano a riflettere su cosa può servire al bambino a vivere positivamente la scuola e le attività a essa connesse, lanciando una provocazione, ossia che anche i genitori devono “imparare” a fare i compiti, non quelli prescritti al figlio, ma quelli che il loro ruolo gli impone. Sviluppare senso di responsabilità e metodo Rendere il lavoro più interessante Equilibrare l’eccessivo impegno intellettivo Imparare a organizzare il lavoro Riconoscere le difficoltà di apprendimento Nadia Damilano Bo, dottore di ricerca in Chimica e Fisica, è insegnante steineriana di materie scientifiche. È coautrice con il marito Giacomo Bo di alcuni testi sul tema dello sviluppo delle risorse umane, tra i quali Salute Naturale (2008) e Insieme si diventa Grandi (2010). Paola Menzolini, per alcuni anni ha lavorato come educatrice nell’inserimento scolastico di bambini rom. Insegna da dodici anni presso la scuola Steiner Waldorf, prima come insegnante di materie scientifiche e poi come maestra di classe.

    Download QRPrint QR
  • Essere scuola. Tra insegnare ed educare

    Essere scuola. Tra insegnare ed educare

    Di W. BRANDANI e M. TOMISICH

    Ed. UNICOPI

    INDICE

    PREMESSA

    ACQUISTA IL LIBRO ON LINE

    LIBRO SCONTATO

    INDICE

    L’ALUNNO
    Il complesso percorso di crescita del bambino dai sei ai dieci anni
    Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria
    L’alunno dai nove ai quattordici anni
    L’adolescente e le emozioni
    La scuola nel percorso di sviluppo dell’adolescente
    La sfida dell’andare a scuola

    L’APPRENDIMENTO
    L’apprendimento come fenomeno complesso
    Il processo di apprendimento
    Il contesto dell’apprendimento
    I “nuovi attori sociali” nella scuola che educa
    L’apprendimento e le emozioni
    L’apprendimento e l’intelligenza
    Le emozioni
    Apprendere “comportamenti”

    LA FAMIGLIA A SCUOLA
    La famiglia
    L’insegnante e la famiglia
    Il contatto
    I possibili compiti comuni
    L’incontro come “relazione d’aiuto”
    La comunicazione tra genitori e insegnanti

    L’INSEGNANTE
    Chi è l’insegnante: alcuni dati
    Il linguaggio dell’insegnare
    Insegnare ed educare
    Compagni nell’insegnamento e nell’apprendimento
    Educare per cambiare
    Autorità e creatività
    Responsabilmente impopolari
    Quale creatività vogliamo dai nostri alunni?

    LA SCUOLA E IL TERRITORIO
    Il clima scolastico
    Scuola e territorio: una scuola aperta al sociale
    Contesti per una costruzione di risposte sinergiche di territorio

    PROGETTARE A SCUOLA
    Dal programmare al progettare
    Il progetto come risposta a un problema
    Il “colore” dell’insegnare
    Osservare per progettare
    Il progettare
    Il percorso di costruzione del progetto
    La verifica
    La supervisione a scuola: una possibile proposta

    DENTRO LA CLASSE
    Presentazione di alcuni casi
    Marco: l’importanza di un progetto educativo
    Leonardo: l’importanza dell’osservazione
    Mohamed: l’importanza di preparare l’accoglienza
    Osvaldo: l’importanza di progettare con il territorio

    Bibliografia

    Filmografia

    PREMESSA

    Come spieghi cos’è la scuola a un’intelligenza superiore?
    (Elliot nel film E.T. di S. Spielberg)

     

    “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” (art. 34 Costituzione italiana).

    La scuola svolge da sempre sia un’azione culturale ma anche, come indicato nella Costituzione, una funzione educativa cercando di offrire pari opportunità e d’intervenire nelle situazioni di svantaggio affinché tutti gli alunni possano “raggiungere i gradi più alti degli studi”.

    Eppure questa funzione educativa negli ultimi anni sembra essere sempre meno riconosciuta, anche dalle varie politiche ministeriali che, nell’ottica di “eliminare gli sprechi”, non hanno previsto di reinvestire, per la scuola stessa, le risorse recuperate, promuovendo progetti, servizi e attività di sostegno all’apprendimento.

    Così si assiste ogni giorno a un impoverimento della scuola, che sta di fatto perdendo il suo ruolo di significativa agenzia educativa.

    Questa mancanza di riconoscimento educativo e culturale favorisce uno spostamento dell’attenzione dal tema scolastico verso altre priorità, contribuendo a delineare un profilo periferico della scuola nella vita sociale; tali fenomeni hanno inoltre concorso a produrre negli insegnanti una crisi che investe il significato profondo della loro identità professionale, spesso percepita come priva di senso.

    Sembra tuttavia importante riportare costantemente l’attenzione sul fatto che:
    – non ci può essere scuola senza un progetto educativo e tanto più nelle situazioni in cui diventa ecessario sostenere il percorso degli alunni più in difficoltà;
    – non ci può essere scuola che non si prenda cura di tutti i suoi alunni, anche degli alunni più “difficili”: “se si perde loro [i ragazzi più difficili] la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati” (Milani, 1967).

    La scuola del nuovo millennio deve quindi pensare a nuove politiche e nuove modalità di organizzazione per riappropriarsi del dovuto riconoscimento all’interno della società e per sviluppare il proprio mandato etico.

    Oggi la scuola non può più pensare di essere al centro della vita sociale solo per il fatto di essere scuola. L’istituzione scuola non può più basare il proprio riconoscimento sul dato che vi sono leggi che ne legittimano l’attività, ma deve testimoniare nei fatti e attraverso le sue azioni la sua specificità e irrinunciabilità.

    Per riottenere un riconoscimento sociale condiviso è necessario che la scuola arrivi a mettete in campo imparzialità, riflessività e prossimità (Rosanvallon, 2008).

    Una scuola fondata sull’imparzialità non è una scuola che tratta tutti allo stesso modo ma è una scuola capace di valutare le ragioni di tutti, elaborarle e restituire delle ricomposizioni, che “rappresentino un passo ulteriore, rispetto al quale le persone si sentano trattate giustamente” (Manoukian, 2010, p. 8).

    La riflessività è la capacità che la scuola dovrebbe avere d’interrogarsi sul proprio agire, mettendo in campo strumenti di verifica e valutazione capaci di far emergere le indicazioni utili per individuare i cambiamenti di rotta necessari per un miglior funzionamento.

    La prossimità dovrebbe rappresentare a nostro avviso l’elemento fondante della scuola. La scuola deve cercare, infatti, un rapporto costruttivo con i diversi attori sociali con cui interagisce; in primo luogo i genitori e le famiglie e successivamente con le comunità in cui opera e di cui è espressione. Deve inoltre interagire con il territorio su cui insiste, dando importanza e valore alle richieste delle realtà sociali, considerandone i contributi.

    Una scuola che cerca d’immedesimarsi nelle problematiche che vengono segnalate dai cittadini e cerca di accettarle o di valorizzarle è una scuola che fonda il suo agire sulla prossimità.

    Quando la scuola è oggetto di una contestazione o è al centro di fatiche e problemi, è possibile che si chiuda a riccio o che si collochi in una logica del muro contro muro, tuttavia diventa importante che reagisca mettendosi in posizione di ascolto rispetto a ciò che emerge dal contesto e accordi fiducia agli interlocutori esterni (Olivetti Manoukian, 2010).

    Fare questo, essere cioè una scuola orientata alla prossimità, vuol dire essere una scuola erogatrice di servizi al territorio e, in tal modo, essere un attore della comunità in cui vive.

     

    ACQUISTO LIBRO ONLINE

    FELTRINELLI

    UNILIBRO

    ISB

    Acquista il libro scontato a Tradate

    “Essere scuola” tra insegnare ed educare
    di W. Brandani e M. Tomisich
    ed. Unicopli 13€
    Puoi trovarlo a 10€ solo a Tradate presso la libreria Ferrario

    Il libro vuole riportare l’attenzione sugli aspetti educativi e soprattutto relazionali presenti nell’attività di insegnare, affermando che non ci può “essere scuola” senza un progetto educativo capace anche di sostenere il percorso degli alunni più in difficoltà e di porre attenzione ai contributi possibili per i diversi attori interessati al processo di crescita delle nuove generazioni (istituzioni, famiglie, territori…). Il testo si rivolge sia agli attori coinvolti nel fare scuola – insegnanti, genitori ed operatori psicopedagogici – sia a tutti quei professionisti in formazione che intendono lavorare nella e con la scuola (educatori, psicologi, counselor, pedagogisti…).

    LIBRERIA FERRARIO TRADATE Succursale Touring Club Italiano, Corso Bernacchi 78 – Tradate 0331 811 561

    Download QRPrint QR
  • La gelosia tra fratelli

    R. Scalisi – Franco Angeli

    Come aiutare i nostri figli ad accettare il nuovo arrivato

    L’arrivo di un secondo figlio determina un cambiamento radicale nell’ambito familiare, ed è un vero e proprio trauma per il primogenito che si vede spodestato dal trono del regno dell’amore assoluto dei suoi genitori. Vive una fase dura della sua vita, forse la prima veramente dolorosa. Ma è una prova molto utile alla sua crescita.Spesso i suoi sentimenti non vengono compresi, ci si prende gioco di lui e si deridono le sue manifestazioni di gelosia, oppure lo si punisce, pretendendo un comportamento esemplare o di eccessiva responsabilità.

    * Come nasce la gelosia?
    * Come si manifesta?
    * Come riesce il bambino a superarla?
    * E, soprattutto, come ci dobbiamo comportare, noi genitori?

    In La gelosia tra fratelli troverete un valido aiuto per capire la gelosia del vostro primogenito, ma anche quella del piccolo verso il grande e in generale le dinamiche tra i fratelli.
    Troverete riflessioni, esperienze, idee e suggerimenti che potrete utilizzare per affrontare la gelosia in modo positivo e per sostenere ciascun figlio nel modo più appropriato. La vostra sensibilità sarà essenziale per calibrare i tempi, i modi, le parole, i comportamenti più adatti. Fatevi guidare da lui a rispettare la sua individualità. Stategli accanto senza deriderlo, senza compiangerlo, senza anticiparlo. Con grande rispetto e fiducia nelle sue capacità. Raffaella Scalisi (psicologa, psicoterapeuta, esperta nel campo materno-infantile) è socia fondatrice del Melograno, Centro informazione maternità e nascita di Roma, un’associazione che dal 1983 offre corsi, informazioni e servizi di supporto e assistenza ai futuri e neo-genitori, dalla gravidanza al parto, al puerperio e ai primi anni di vita del bambino. II Centro rappresenta un punto di riferimento per le donne che intendono vivere la maternità in modo personale e da protagoniste attive.

    Download QRPrint QR