Bambini

COME FUNZIONA LA MAESTRA

come-funziona-la-maestraCOME FUNZIONA LA MAESTRA

Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer

Ed. IL CASTORO

PUBBLICAZIONE febbraio 2013
DIMENSIONI 23 x 30 cm
PAGINE 28

Per bambini e adulti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un divertente e raffinato albo illustrato che parla ai bambini di oggi e… ai bambini di ieri.
“Dentro la maestra ci sono i numeri, le tabelline, i fiumi, i monti, l’orologio, i cinque sensi, l’uomo primitivo e tante altre cose che a poco a poco finiscono anche dentro ai bambini.”

Ci sono maestre lunghe o maestre corte. Maestre larghe oppure sottili. Maestre scure, chiare, ricce, lisce, a pallini, a fiori, a spirali, a scacchi e in varie fantasie. Anche a righe e a quadretti, naturalmente. E dentro le maestre, invece, cosa c’è? Un ritratto gioioso e scanzonato di tutte le maestre. Guarda bene, e troverai anche la tua o quella che hai conosciuto da piccolo!
Un intero universo da scoprire, per giocare con la curiosità dei bambini e sorridere insieme a loro sul mondo della scuola. Dedicato a una delle persone più importanti nella vita di ogni bambino.
Illustrazioni di Chiara Carrer.

RECENSIONI

di Micol De Pas

«Ci sono maestre lunghe o maestre corte. Maestre larghe oppure sottili. Una maestra piccola non è mezza maestra, così come una molto grande non vale doppio». Possono avere colori diversi, possono essere chiare, scure, ricce, lisce, a pallini, a scacchi… su quelle a righe si scrive e su quelle a quadretti si fanno le operazioni. Così le descrivono Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer in Come funziona la maestra, un manuale per bambini, appena uscito per Il Castoro.

La maestra («che a volte è un maschio») è un essere a sé, diverso da tutti gli altri, perché «Dentro la maestra ci sono i numeri, le tabelline, i fiumi, i monti, l’orologio, i cinque sensi, l’uomo primitivo e tante altre cose che a poco a poco finiscono anche dentro ai bambini». Ma come tutti gli altri, si veste, è alta o bassa, ha i capelli in un certo modo e un carattere particolare. «Alcune sono sempre contente, altre sempre arrabbiate. Quando la maestra è arrabbiata si ferma tutto. Non si aggiunge più, non si riesce a dividere niente, i fiumi non scorrono e l’uomo primitivo resta bloccato con la lancia alzata. Solo se torna la calma, allora tutto ricomincia a funzionare».

Poi, un giorno, la maestra diventa quella di qualcun altro. Allora si potrà incontrarla per caso, al cinema, al supermercato e per la strada e sembrerà un grande come tutti gli altri. «Però quando se ne incontra una, si capisce. Si sa che quella era la maestra. Solo, è diventata un po’ più piccola. E insieme alla maestra, anche la classe, se ci si ritorna dopo qualche tempo, si è trasformata, è sempre la stessa classe, ma si è rimpicciolita».

Ma il gioco non finisce mai, perché «quando bisogna ritrovare una poesia, un lago o una vecchia storia sentita in classe, basta cercare bene e alla fine usciranno fuori tutti insieme, come li aveva messi la maestra, i più piccoli seduti davanti e i più alti dietro in piedi».

 

 RECENSIONE 2 

di Margherita D’Alessandro

 

È appena ricominciata la scuola, ne parlano i giornali, i tg, la gente per strada, i genitori che non vedevano l’ora di poter riorganizzare al meglio il tempo.

Io ricordo bene il mio primo giorno nella scuola elementare: ci radunarono tutti in palestra –  genitori e bambini – e aspettammo con pazienza che ci chiamassero. Ero curiosa di sapere che viso avesse la mia “prima” maestra, se fosse dolce o severa, simpatica o seria. Arrivò con un po’ di ritardo e … sorpresa! Si chiamava proprio come me. Poi ci mise in fila ed io diedi la mano a Loretta con cui avrei diviso 5 anni di studi e di giochi. Quest’anno ho visto mia nipote fare le stesse cose e mi chiedevo, guardando i volti di tanti bimbi, cosa possa passare nella loro mente quando lasciano la mano del genitore per seguire una persona, che li guiderà nei passi fondamentali dell’apprendimento.Così ho ripreso in mano “Come funziona la maestra” diSusanna Mattiangeli con le illustrazioni della grande Chiara Carrer (Il Castoro), un libro di qualche mese fa, e ho pensato di proporvelo perché quando l’ho letto la prima volta ho avuto un groppo in gola per l’emozione, sia come ex alunna che come insegnante.

Guardate un po’ se le sue parole non sembrano espresse da quei frugoletti con i grembiulini e gli zaini:

 

«Ci sono maestre lunghe o maestre corte. Maestre larghe oppure sottili. Una maestra piccola non è mezza maestra, così come una molto grande non vale doppio … Le maestre a un certo punto diventano maestre di qualcun altro. Si possono rivedere dopo un po’ di tempo, per la strada, al cinema, al mercato, e sembrano dei grandi come tutti gli altri. Però quando se ne incontra una, si capisce. Si sa che quella era la maestra. Solo, è diventata un po’ più piccola. E insieme alla maestra, anche la classe, se ci si ritorna dopo un po’ di tempo, si è trasformata. È sempre la stessa classe, ma si è rimpicciolita».

 

Quando ho avuto il libro tra le mani è stato amore a prima vista e il giorno dopo l’avevo già letto ai miei alunni.

Quelle parole toccavano in profondità i miei ricordi perciò ho pensato che la scrittrice doveva essere un po’ speciale e le ho rivolto qualche domanda:

        Susanna, parlaci un po’ di te.

Io sono nata a Roma. Non sono lunga né larga, sono ocra anche se a volte divento marrone perché se voglio posso cambiare colore. Milioni di anni fa ho studiato disegno e storia dell’arte, ho costruito pupazzi per spettacoli e per video di animazione, attrezzeria e mobili perché mi piace il lavoro manuale anche se da solo non mi basta. Adesso abito ancora a Roma con Lorenzo, Elisa e Pietro. Invento laboratori per i bambini in spazi privati e nelle scuole. Imparo tante cose e, in qualche modo, ne insegno anche. In effetti ho molte cose che mi rendono simile ad una maestra: ho una parte davanti e se mi giro a scrivere o a disegnare ho anche io una parte di dietro. A volte i bambini e le bambine mi chiamano maestra, solo che io non mi siedo quasi mai alla cattedra e, anche se parlo con molte maestre, non conosco la lingua segreta che le maestre parlano tra loro. L’ambiente della scuola mi riempie di idee e di parole che devo mettere da qualche parte. Così oltre a “Come funziona la maestra” Editrice il Castoro è appena uscito “La mia scuola ha un nome da maschio” Edizioni Lapis. Così per un po’ sono a posto e dopo scriverò di altri argomenti.

      Come è nato “Come funziona la maestra”?

Come dicevo, incontro molte maestre durante l’anno. Spesso maestre donne, perché nel nostro paese vicino ai bambini e alle bambine ci sono soprattutto le donne. Se invece aggiungi un pallone da calcio, arrivano subito gli uomini, mentre le donne e le bambine si allontanano.  Se si rimescolassero più le cose tra uomini, donne, bambini, bambine e palloni questo sarebbe un paese diverso, ma per adesso il maestro è una rarità e nel linguaggio comune si parla di “maestre”: esseri con borsetta e poteri speciali, supereroi con la messa in piega.

Quando ho pensato di scrivere un testo per un albo ci ho messo poco a decidere di parlare della maestra e non mi pareva una scelta tanto originale. Solo dopo aver finito ho realizzato che non era ancora stato fatto uno studio scientifico sull’argomento, ovvero sulle varie forme di maestra presenti in natura, su come si muove, come parla, dove vive eccetera.

 

          Hai un ricordo particolare dei tuoi insegnanti?

La mia prima maestra della scuola materna si chiamava Armida e nella sua classe c’era una casetta di legno dove entravamo in tantissimi a ricreazione. Quando ho votato per la prima volta sono tornata a trovare la casetta e ho visto che si era rimpicciolita. A fatica ci sarei entrata io da sola. A dire il vero, tutta la classe si era ristretta e mi sono sentita come Alice quando diventa enorme. La mia maestra preferita però è stata Patrizia, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere cantando e suonando la chitarra. In seconda elementare è stata sostituita da un’altra che aveva una bacchetta di legno da sbattere sui banchi per fare silenzio, ci buttava spesso fuori dalla classe e ogni tanto ci tirava i capelli. Così ho imparato che ci sono vari modelli di maestra al mondo, e che non tutte funzionano allo stesso modo.

          Ricordi il primo giorno di scuola?

No, non ho un ricordo preciso. Se ci penso vedo l’immagine della mia mano al lavoro sui primi quaderni e mi torna in mente quanto mi sembrava facile leggere e scrivere. Credo che in questo Patrizia c’entrasse e mi chiedo se lei se ne sia resa conto. Era giovane e chissà se ha continuato ad insegnare, magari in quegli anni se n’è andata in giro di classe in classe lasciando cose preziose senza pensarci troppo su.

         Qual era la tua merenda preferita?

Mi piaceva il pane con la nutella ma mia mamma mi faceva certe fette deprimenti, piccole e con un velo marrone inesistente e allora nemmeno lo chiedevo più. Andavo a scuola tutti i giorni con un tegolino e un mandarino. Poi però a ricreazione mi dimenticavo di mangiare e lasciavo tutto nella tasca dello zaino. Alla fine della settimana la tasca era piena e bisognava scavare gli strati di mandarini e tegolini tutti schiacciati e mummificati.

         E il libro a cui eri più legata, quello che leggevi e rileggevi?

Io leggevo fumetti. Sempre, ovunque. Soprattutto Topolino, quello che usciva in edicola ma anche le vecchie storie degli anni cinquanta di cui mio padre aveva una grande raccolta. Adesso, a parte qualche storia classica veramente bella, non mi piace più per niente ma alle elementari era la mia fissazione. Oltre a quello leggevo molto Asterix e qualunque fumetto girasse per casa, compreso Linus che era per grandi, pieno di cose strane e incomprensibili. Non saprei dire quale sia stato il mio primo libro vero: a scuola ci facevano prendere dei libri in biblioteca di cui non ricordo niente se non una riduzione di Fabiola, una storia sui primi cristiani perseguitati che ha segnato il mio breve momento di misticismo. Di sicuro ho letto e riletto le Filastrocche in cielo e in terra di Rodari, che resta una specie di maestro invisibile dei miei anni piccoli e anche di quelli un pochino più grandi.

Anna è furiosa

384-3403-7_6f35f80bf292539fb561ea0096034179ANNA È FURIOSA    di Christine Nöstlinger

ETA’ dai 5 anni

Collana Il Battello a Vapore
Serie Serie Bianca
Rilegatura brossura
Formato 12×19 cm
Pagine 64
 marzo 1993
ISBN 978-88-384-3403-7
Prezzo consigliato € 7,50

LA STORIA
Anna è una bambina con un grave problema: s’infuria per un nonnulla e non è capace di controllare in alcun modo la
sua arrabbiatura. Quando s’infuria perde il controllo di se stessa e tutti quelli che le stanno vicini in quel momento vengono aggrediti, anche se non le hanno fatto niente. I genitori cercano di aiutarla con dei consigli, e Anna si impegna a
seguirli, ma senza risultati. Alla fine, quando Anna non vuole più alzarsi dalla sua poltrona e uscire dalla sua came-
ra per paura d’infuriarsi ancora, arriva il nonno, con un regalo per lei: un tamburo. Suonando il tamburo quando
sente arrivare la rabbia, Anna riuscirà a scacciarla e a vincere così il suo problema.

 

I TEMI
Con la capacità di analisi e la lucidità che la contraddistinguono, Christine Nöstlinger affronta il problema del temperamento nervoso della bambina e la sua convenzionale soluzione. La forte personalità di Anna non riesce a svilupparsi armoniosamente perché dominata dal violento conflitto con la realtà. Con stile diretto e chiaro sono presentate le situazioni in cui tremenda scoppia la furia e il lettore non viene neppure sfiorato dall’idea che si tratti di capricci e che Anna sia una bambina viziata. No, Anna è pienamente consapevole del significato del suo modo di reagire e dell’ostacolo che costituisce alla sua relazione con il mondo, anche perché ne paga le conseguenze con l’isolamento.

È da rilevare il ruolo del nonno del quale, l’autrice fa notare, Anna si fida perché non le ha mai mentito, e la funzione liberatoria assegnata alla musica. È la musica, vissuta in prima persona, a risolvere il problema che affligge la bambina.

SPUNTI DI DISCUSSIONE
• Perché Anna si arrabbia spesso?
• Come diventa Anna quando si arrabbia?
• Cosa fa Anna quando si arrabbia?
• Cosa dicono gli altri bambini quando Anna s’infuria?
• Perché Anna non riesce a “mandar giù” la rabbia bevendo molta acqua?
• Cosa le propone la mamma per calmarsi?
• Chi le suggerisce l’idea del tamburo?
• In che modo gli altri bambini si convincono che Anna non è più furiosa?

 

PIANO DI LETTURA (clicca qui)

SPETTACOLO TEATRALE

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Siamo in un libro (libro dai 3 anni)

reginald-e-tina-siamo-in-un-libro-di-mo-wille-L-hPOq0UMo Willems
REGINALD E TINA. SIAMO IN UN LIBRO!

Vi presentiamo Reginald e Tina, gli irresistibili personaggi di una nuova serie di libri per i più piccoli, con tutto il ritmo e la comicità di un cartone animato, da leggere rigorosamente ad alta voce! E ridere, tanto, sempre ad alta voce!
Reginald e Tina si sentono osservati. Ma chi li sta guardando? Oh! Qualcuno li sta LEGGENDO! E’ una scoperta fantastica! Così hanno un nuovo amico per giocare. Ma… che succede quando il libro finisce?!

Una nuova esilarante coppia di amici, storie semplici e originali che conquistano a colpi di risate lettori piccoli e grandi!
Traduzione di Caterina Cartolano.

Età: dai 3 anni.

PUBBLICAZIONE settembre 2012
DIMENSIONI 16,5 x 23 cm
PAGINE 64
prezzo 12 euro

RECENSIONE 

 

L’editrice “Il Castoro” ha inaugurato una collana del genere albi illustrati per la prima infanzia (4-6 anni), dal nome “Reginald e Tina” dedicata alle avventure di due animali amici per la pelle: Reginald, l’elefante con gli occhialitimido e un po’ insicuro e Tina, la maialina estroversa e intraprendente, usciti dalla matita di Mo Willems. Mo willems è un autore/illustratore americano, che ha lavorato come animatore per Sesam Street durante gli anni ’90 ,la famosa serie tv educativa destinata ai più piccoli. Negli Stati Uniti la collana “Elephant and Piggie”  è presente dal 2007 e l’editrice “Il Castoro” si è riservata la scelta delle uscite migliori, proponendoci come prima avventura “italiana” dei due amici una storia “metaletteraria”:s’intitola infatti “Siamo in un libro”.

I due protagonisti sonnecchiano in una pagina bianca, Reginald inizia a sentirsi osservato, appena il lettore inizia a girare le pagine.

L’elefantino ha qualche timore, ma Tina lo rassicura, non c’è un mostro oltre la pagina, ma un/a bambino/a,
che da solo o in compagnia li sta “leggendo”, grazie ai ballons con cui i due animali comunicano.
Ora possono provare ad interagire con il lettore, magari assegnandogli qualche compito,
come leggere una parola, che possa farli sbellicare dalle risate.

Anche Reginald vuole far dire qualcosa al giovane lettore, ma il libro sta per finire e l’elefantino va in confusione, vuole un libro che duri di più, vuole ancora essere letto. Quale modo migliore se non rileggere da capo la storia? Anche Tina ci ringrazierà!
L’originalità di questo albo sta proprio in questo meccanismo efficacissimo di interazione per cui non esiste una storia, ci sono solo i personaggi che si muovono sulla sfondo della pagina, un teatrino nel quale il lettore è chiamato in gioco in qualità di osservatore non passivo che ha il potere di rilanciare all’infinito il gioco stesso.

Si svela insomma il funzionamento dell’atto di leggere, e tutto il potere del lettore di far vivere i personaggi. Insomma il bambino diviene lettore consapevole della magia della lettura.  Scritto da Adele Pontegobbi http://www.i-libri.com

VIDEO (libro letto da Marina Introini)

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Oh-oh! di Chris Haughton, ed. Lapis (età dai 2 anni)

aaaoh-ohOh-oh! di Chris Haughton, ed. Lapis
età: dai 2 anni
argomento: mamma, incontro, emozioni, animali, nanna, crescere, umorismo, ecologia e ambiente
pagine: 40
formato: 25×26
PREZZO:   € 13,50

Indice

-presentazione libro
-immagini
-recensioni
– premi

 

 

Presentazione  libro
Oh-oh! Il Gufetto è caduto dal nido. Dov’è la sua mamma? Niente paura: lo Scoiattolo più tonto del bosco lo aiuterà a ritrovarla, peccato però che non abbia la più pallida idea di come sia fatta una Mamma Gufo! Per fortuna, dopo una strampalata quanto fallimentare caccia alla mamma perduta, i due incontreranno un ranocchio che riuscirà a riportare il piccolo dalla vera Mamma Gufo. Finalmente anche i bambini italiani potranno leggere questa spassosissima storia scritta e illustrata dal giovane designer irlandese Chris Haughton. Premio DUTCH PICTURE BOOK OF THE YEAR 2012 “MIGLIOR LIBRO DA LEGGERE AD ALTA VOCE”.
…E il finale è tutto da ridere!

IMMAGINI

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aaaa-oh-oh-cade

 

 

RECENSIONI
la Repubblica
Andersen
Libri e marmellata
Heykiddo
Liberweb
La Stampa
Atlantidekids
cittadeibimbi
Vivere (La Sicilia)
Mangialibri
Luuk Magazine
Liberweb
Donna Moderna Bambino – Mammechefatica
la Repubblica

 

PREMI

PREMIO ANDERSEN 2013 – MIGLIOR LIBRO 0/6 ANNI
SUPER PREMIO GUALTIERO SCHIAFFINO 2013 – LIBRO DELL’ANNO

Le motivaizoni della giuria:
“Per aver saputo riproporre in forme nuove e accattivanti un tema già presente in altri libri per piccoli lettori.
Per aver declinato il motivo della ricerca (a lieto fine) con sapida,
impensata e al tempo stesso disarmante felicità progettuale.
Per il colto e variegato lindore delle illustrazioni”

A bit Lost (tr. it. Oh-oh!), ha conseguito un grande successo di critica e di pubblico, testimoniato dalla vittoria di numerosi premi e riconoscimenti internazionali:

UK
AOI Best of British Illustration Gold Prize 2010 (Childrens Book Category) UK
The Booktrust Best New Illustrators Award UK
Winner of the Cambridgeshire Picturebook of the year 2011 UK
Long list for the UK Literary Association award
Shortlisted for the British Book Design awards
Longlisted for the CILIP Kate Greenaway award 2012
Waterstones Childrens Book Prize Nomination

IRE
Winner of the Bisto Childrens Book of the Year 2011 Ireland
Winner of the Eilis Dillion Best Debut Book of the Year 2011 Ireland

US
Winner of the Marrion Vannette Ridgway award for best debut picturebook USA

Olanda
Winner of the Dutch Picture Book of the Year 2012

Canada
Winner Early Years Niagara Award

Francia
Nomination Prix des bébés lecteurs de Nanterre Baby Readers’ Prize 2012
Winner Prix Sorcières 2012

Svizzera
Winner of Prix P’tits Mômes Ginevra

Internazionale
IBBY Honour List

Uniti alla meta

Rugby Rebels – Uniti alla meta rugby

Marchio: Einaudi RagazziCollana: Storie e rime
N° Collana: 451
Autore: Pau Andrea
Illustratore: Vinci Jean Claudio
Età: 10+
Pagine: 208
Formato: 10,9 x 18,3 cm
Prezzo: 10,00 Euro
Codice: 9788879269605

 

 

 

Diego ha dodici anni e vuole vincere il campionato giovanile di rugby. Può farcela perché ha talento, tenacia e gioca nei Warriors, la squadra più forte della città. Inoltre a sostenerlo c’è Elly, la fi glia del coach Chambers.

Tutto sembra andare per il meglio… finché, dopo una partita, Diego colpisce un compagno di squadra che aveva deriso il suo fratellino disabile. Il coach espelle Diego dai Warriors, e impedisce a Elly di parlare con lui. In un attimo tutte le speranze del ragazzo sembrano andare in frantumi.

Ma Diego non è tipo da lasciarsi abbattere. E nel campionato c’è un’altra squadra che ha la sua stessa grinta. Una squadra che in passato è stata protagonista di vittorie gloriose, e ora è relegata in fondo alla classifica. La squadra dove un tempo ha giocato anche il padre di Diego: i leggendari Rebels. Insieme a loro, e con l’aiuto della stramba allenatrice Mighty Keira, Diego cercherà di vincere il campionato e riconquistare Elly. Per realizzare il suo sogno.

COME EDUCARE IL TUO PAPÀ (Alain Le Saux)

COME EDUCARE IL TUO PAPÀ

Autore: Alain Le Saux  Casa editrice:Editrice Il Castoro 2005  Pagg: 72 Dimensioni: 25,5×21,5 cm

 RECENSIONE

Come educare il tuo pa è una vera e propria guida all’educazione dei papà condotta da uno spigliato bambino che segue i più solidi principi educativi. Il libro, davvero molto divertente, si basa sul capovolgimento di ruoli che vede il bambino trasformarsi in “papà” e il papà trasformarsi in “bambino”. Il presupposto di partenza è che, avendo a disposizione un solo papà, e posto che nessuno è perfetto, diventa necessario imparare tutti i modi per educarlo, perché un papà ben educato è un papà senza problemi! Il ribaltamento dei ruoli che sta alla base del libro e della sua comicità è un modo originale e divertente per affrontare il tema dei rapporti padre e figlio, che può essere utile come “specchio” ironico al padre, ai figli (di tutte le età!), ma anche alle mamme e ai futuri genitori. Lo stile inconfondibile di Alain Le Saux nasce dalla sua rara capacità di conciliare un tratto semplice e diretto con un acuto spirito di osservazione in grado di cogliere rapidamente le espressioni dei visi e i comportamenti e di trasformare le proporzioni e i rapporti tra le figure nello spazio (il bambino molto piccolo che “sgrida” il papà molto grande). Ne nasce un libro divertente, grottesco, ma anche tenero e affettuoso, accattivante per i bambini, che una volta tanto si sentiranno più responsabili e saggi dei papà, e per gli adulti che ne apprezzeranno pienamente la portata ironica.

Manuale di piccolo circo (Madia Claudio 2003)

Maria è una bambina che sogna di lavorare in un circo.

“Impossibile!” dicono tutti. “Per lavorare in un circo devi esserci nata perchè è un lavoro che si impara da piccoli.”

Ma la bambina non si perde d’animo e sogna di diventare una circense, continua a fare capriole sui prati, i salti sul letto, l’equilibrista sui bordi delle aiuole e il giocoliere con le mele.

“Forse da grande diventerò avvocato o ingegnere…ma non smetterò mai di sognare, di volermi stupire, di giocare!

(dal libro pag.43)

Titolo Manuale di piccolo circo
Autore Madia Claudio
Prezzo

Prezzo di copertina € 15,00
Dati 2003, 199 p., ill., cartonato
Editore Feltrinelli  (collana Feltrinelli kids. Sbuk)
Età di  lettura da 8 anni

In breve

Per insegnanti, mimi, animatori, ragazzi, aspiranti saltimbanchi – Il manuale di Piccolo Circo è la sintesi di anni di studio e di sperimentazione, di una lunga esperienza maturata al sole delle piazze e ai riflettori dei palcoscenici. È dedicato ai giovani che vogliono affrontare questa strada.

 

Il libro
In questo volume si parla non di Circo ma di Piccolo Circo, una differenza sottile ma sostanziale. Non del Circo Equestre, quello che si tramanda da quasi due secoli in poche e rinomate famiglie e quello che vanta numeri ginnici di matrice militaresca. Questo Circo, versione ottocentesca del Circo dell’Antica Roma tutto gare e combattimenti, ha già la sua storia scritta in una vastissima produzione letteraria e cinematografica. L’arte del Piccolo Circo è un’arte che si tramanda non da genitori a figli ma da compagno a compagno, sembra scomparire per poi riaffiorare sempre uguale, sempre diversa e vitale. Come accade nel Circo Equestre, anche gli artisti del Piccolo Circo hanno voglia di stupire, di meravigliare, di divertire, e tuttavia questo Circo ha scritto la sua storia con piccole esperienze di grande valore sociale, nelle corsie degli ospedali come nelle strade di Bucarest. Il manuale di Piccolo Circo è la sintesi di anni di studio e di sperimentazione, di una lunga esperienza maturata al sole delle piazze e ai riflettori dei palcoscenici. È dedicato ai giovani che vogliono affrontare questa strada (che, in realtà, è molto spesso una mulattiera irta di ostacoli) ma potrà essere di stimolo a genitori e insegnanti che vogliano rimettersi in gioco magari per ridare forza a un diritto fondamentale per ognuno di noi: il diritto al gioco.


Il delfino storia di un sognatore (età dai 6 anni)

SCHEDA

Il delfino storia di un sognatore

Sergio Bambarén
edizione illustrata per bambini
Sperling & Kupfer
2010
pp. 56
€ 10,50

Daniel Alexander Dolphin non è un delfino come tutti gli altri. È stanco di vivere nella sua piccola laguna e di pescare da mattina a sera. Che noia! Daniel desidera di più: vuole seguire i suoi sogni. Così un giorno decide di superare i confini sicuri della laguna e di tuffarsi in mare aperto, dove vivrà avventure straordinarie e imparerà molte lezioni preziose.

Per la prima volta, Sergio Bambarén si rivolge direttamente ai suoi piccoli fan con una versione illustrata con una versione del libro che lo ha reso uno degli scrittori più amati del mondo, Il Delfino. Una storia tenera e commovente che insegnerà ai bambini a rispettare la Natura, ad ascoltare il loro cuore e a credere nei sogni.

Perché tutti i desideri possono realizzarsi, se ci si crede veramente.

FILM

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Harold e la matita viola (età dai 2 anni)

INDICE
SCHEDA LIBRO
VIDEO LIBRO
VIDEO SPETTACOLO TEATRALE

SCHEDA

Titolo: Harold e la matita viola
Autore: Crockett Johnson
Traduttore: Lughi G.
Editore: Einaudi Ragazzi
Collana: Storie e rime
Data di Pubblicazione: 2000
Pagine: 80
Formato: illustrato
Prezzo: € 7.75

Harold si ritrova sempre ad affrontare incredibili avventure! Ma queste nascono dalla sua fantasia, o meglio, dalla sua magica matita viola. Ecco che Harold si può trovare tra le stelle o ad affrontare un drago, tra i grattacieli di una città o sopra un albero di mele, per ritrovarsi però, alla fine, sempre al sicuro tra le accoglienti pareti di casa.
Harold si costruisce il proprio mondo con la matita viola. Poiché vuol fare una passeggiata al chiaro di luna, per prima cosa disegna la luna, poi una strada che percorre, poi un albero, poi il mare e una barca con cui naviga, poi ancora una mongolfiera con cui attraversa il cielo. Infine, dal pallone cerca la finestra della sua stanza, ma non la individua. Con la matita viola disegna case, palazzi e finestre, ma non ritrova la sua casa e la sua finestra.

Finché a un certo punto si ricorda dove si trovava la finestra della sua stanza quando aveva scorto la luna. Harold aveva visto la luna attraverso la finestra dall’interno della stanza. Così, disegna il suo interno e la luna che si vede dalla sua finestra. Finalmente può coricarsi e prendere sonno. Harold che si accorge del proprio punto di vista e passa a guardare la luna da una parte all’altra della sua finestra

VIDEO LIBRO IN INGLESE

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