Author Archives: Walter Brandani

Rugby Rebels (libri per ragazzi)

I volumi narrano le simpatiche vicende di una giovane squadra di rugby alle prese con partite impegnative sia sul campo che nella vita. I protagonisti, adolescenti avventurosi, dimostrano in ogni volume la spontaneità della loro amicizia, legata a doppio filo dalla passione per lo sport e la spontaneità dei loro sentimenti. Tra una sfida e l’altra crescono le vecchie e le nuove amicizie, si impara ad apprezzare il lato migliore dell’avversario più temibile, si accresce lo spirito del gioco di squadra come miglior tattica per la vittoria, si condividono le paure e le angosce dell’adolescenza, si accrescono i primi amori e si ride delle prime trasgressioni. Pagina dopo pagina il giovane lettore assapora il gusto della sfida, che è si nel campo, ma anche nella vita!

Una serie di romanzi che mostrano il vero valore dell’amicizia e di uno sport, il Rugby, che fa del rispetto e dell’impegno la sua natura più vera e profonda.

Età dai 10 anni

RUGBY REBELS : Una Serie di Andrea Pau & Jean Claudio Vinci. Libro 1° “Uniti alla Meta” Libro 2° “Fuori dalla Mischia” Libro 3° “Sognando la Finale” Libro 4° “Sfida tra Campioni” Libro 5° “La Sfida Infinita” Libro 6° “Rimessa in Gioco”

QUI POTETE TROVARE ALTRE INFORMAZIONI (clicca qui)

film in streaming

Elenco di film visibili gratuitamente in streaming. Indicazione età e breve riassunto. (clicca sul titolo per vedere il film)

La Freccia Azzurra

durata 89 minuti. Età visione: per tutti

Nel suo negozio la Befana riceve gli ordini per i doni della notte del 6 gennaio. Il suo assistente, il perfido dottor Scarafoni, la costringe a letto con una falsa influenza per prendere in mano la situazione. Il suo scopo è di arricchirsi servendo solo i figli dei clienti facoltosi. Francesco, povero ed orfano, sa che non vedrà esaudito il suo desiderio di avere in dono il trenino “Freccia Azzurra”. Ma nel negozio i giocattoli, capita la situazione, decidono di agire

Il fiuto di Sherlock Holmes

Sei episodi di 25 minuti Età visione: per tutti Regia: Hayao Miyazaki

Sherlock Holmes è un abilissimo investigatore privato, capace di smascherare qualunque malvivente. Suona il violino ed è un appassionato di esperimenti chimici. Al suo fianco, l’inseparabile Dottor Watson, ex medico che ha abbandonato la professione per seguire le investigazioni di Sherlock. Il nemico giurato di Holmes è il Prof Moriarty, astuto ladro, convinto di essere il più gran furfante del mondo.

Le avventure di Zarafa, giraffa giramondo

Durata 71 minuti. Età visione: per tutti

All’ombra di un baobab, un anziano racconta ai bambini la storia dell’amicizia tra il piccolo Maki e Zarafa, una giraffa orfana offerta in dono dal Pascià d’Egitto al re di Francia

NAT E IL SEGRETO DI ELEONORA

durata 75 minuti. Età visione: per tutti

Nat e la sua famiglia ereditano dalla zia Eleonora la casa e la biblioteca piena dei testi di quelle favole che la zia era solita raccontare al nipote. Nat però non sa ancora leggere e di tutti quei libri non sa che fare, finché non scopre che questi nella notte si animano e che i loro personaggi prendono vita… Quando i genitori decidono di vendere tutti i libri al gretto rigattiere Ramazzatutto, Nat per salvare i suoi personaggi preferiti si trasformerà in eroe

Mià e il Migù

durata 87 minuti. Età visione: per tutti

Una bambina di 10 anni di nome Mià vive in un villaggio dell’America del Sud sotto la tutela di tre vecchiette. La madre è morta da tempo mentre il padre, Pedro, è stato costretto a partire per lavoro. Una notte, svegliata da un brutto presentimento, la piccola decide di mettersi alla ricerca del genitore ed affronta un viaggio le farà incontrare i Migù, strani spiriti della foresta grazie ai quali conoscerà la forza e le meraviglie della natura…

Iqbal – Bambini senza paura

durata: 80 minuti. Età visione: per tutti

Iqbal è un bimbo sveglio che vive con il fratello Aziz e la madre Ashanta, in un posto molto povero. Quando suo fratello si ammala, è pronto a tutto pur di trovare i soldi per curarlo e finisce nelle mani di uno schiavista, che lo costringe a lavorare, con altri bambini, in una fabbrica di tappeti

Pipì Pupù e Rosmarina e il mistero delle note rapite

durata 82 minuti. Età di visione: per i più piccoli

Riusciranno i tre cuccioli a far “suonare” la partitura composta dal Mapà per il grande concerto d’opera di Ferragosto?

Houdini

durata 53 minuti. Età visione: per tutti

Una fiaba animata che ci conduce con dolcezza e maestria nel mondo della magia. Houdini già da bambino è alle prese con i primi esperimenti di magia. La strada è lunga, all’inizio piena di spiacevoli imprevisti, ma il piccolo mago è destinato a diventare molto presto il più celebre illusionista della sua epoca

Scatti di vita

il racconto della mostra fotografica

progetto realizzato dalla associazione Grégory

1 il progetto

2 fotografie della mostra

3 i video

4 associazione Grégory

1 IL PROGETTO

PREMESSA

Viviamo nella società delle immagini e ormai non ci facciamo quasi più caso, una società che sembra dare più importanza alle apparenze rispetto ai contenuti, in cui la comunicazione avviene sempre più attraverso foto e video.

Immersi quotidianamente in un’infinità di immagini, che spesso ci sfuggono, a volte non troviamo il tempo per fermarci a osservare uno scatto, una fotografia.

Eppure, quando passiamo dal frettoloso visualizzare al più lento guardare ecco che all’immagine si collegano concetti, sensazioni, ecco che avviene un piccolo miracolo: il semplice scatto del nostro smartphone si trasforma in un racconto, in una emozione, in un ricordo della nostra vita.

IL PROGETTO

SCATTI DI VITA è la tappa finale di un percorso che ha posto l’attenzione agli aspetti simbolici e comunicativi delle immagini. Non si è voluto approfondire gli elementi tecnico-artistici alla base della creazione di una fotografia, ma piuttosto, attraverso la visione, si è cercato di “dare voce” agli aspetti emotivi e comunicativi presenti nelle immagini.
Al termine di questo percorso ai ragazzi è stato chiesto di esporre tre fotografie, per loro significative, e di descriverle.

I PROTAGONISTI

  • Anna Costantin
  • Bianca Ramellini
  • Davide Urgesi
  • Elisabetta Squizzato
  • Marta Valoroso
  • Nadia La Malfa
  • Simone Ambrosini
  • Stefano Guzzetti
  • Tommaso Giudici
  • Viola Curci

2 FOTOGRAFIE DELLA MOSTRA

3 VIDEO

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Video realizzato da mitico Tommy
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
video realizzato da Alessandra (associazione Grégory)

4 ASSOCIAZIONE GREGORY

Associazione Grègory

Associazione GRÈGORY è un’associazione di fatto creata da un gruppo di famiglie amiche e da chiunque voglia farne parte.

Nasce per favorire una maggiore cultura dell’infanzia, preadolescenza e adolescenza e per sostenere tutte quelle esperienze dove i bambini e ragazzi sono protagonisti.

Unica risorsa dell’Associazione sono le persone che ne fanno parte che unendo capacità personali e propensioni, condividendo passioni ed esperienze diventano un prezioso sostegno per raggiungere le finalità dell’Associazione stessa: promuovere sinergie, realizzare reti di condivisione, costruire legami e collaborazioni che concretizzino tempi, spazi e modalità dedicati ai nostri bambini e ragazzi.

L’Associazione collabora con le realtà del territorio che a vario titolo si occupano dell’infanzia, preadolescenza e adolescenza: scuole, società sportive, realtà aggregative, associazioni e cooperative.

Mette a disposizione il suo patrimonio umano perché infanzia, preadolescenza e adolescenza siano protagoniste, abbiano un ruolo propositivo nella società, parlino al mondo adulto dei sogni, delle speranze, dei desideri di cui sono custodi.

Immagine che contiene clipart

Descrizione generata automaticamente

Trovate maggiori info e progetti già realizzati sulla pagina facebook Gregory

E-mail: associazionegregory@gmail.com

SORRY WE MISSED YOU

Regia di Ken Loach.
Gran Bretagna, Francia, Belgio, 2019
durata 100 minuti.
età dai 13 anni
1. SINOSSI
2. RECENSIONI
3. VIDEO
  1. SINOSSI

Sorry We Missed You, film diretto da Ken Loach, è la storia di Ricky (Kris Hitchen) e Abby Turner (Debbie Honeywood), che, dopo il crollo finanziario del 2008, lottano contro la precarietà degli ultimi anni in quel di Newcastle, cercando di non far mancare nulla ai loro bambini. Proprio la loro disastrosa condizione lavorativa – lei badante a domicilio, lui fattorino mal pagato – e conseguentemente finanziaria li mette di fronte a una dura relatà: non diventeranno mai indipendenti e non avranno mai una casa di loro proprietà, se continueranno ad agire così.
Ma un’allettante opportunità irrompe improvvisamente nella loro vita, quando Abby vende la propria auto per permettere a Ricky di acquistare un furgone. Con il nuovo mezzo l’uomo inizia a fare consegne per conto proprio, purtroppo sorgeranno nuovi problemi che metteranno gravemente a rischio l’unità, finora così solida, dei Turner.

2. RECENSIONE ( di Valentina Giua )

Da “I, Daniel Blake” a “Sorry We Missed You”: un nuovo tipo di sfruttamento.
Ken Loach il “Rosso”, ha iniziato la sua carriera di regista con la BBC, per poi firmare decine di film e vincere due volte a Cannes, dedicando tutta la sua opera cinematografica alla descrizione delle condizioni di vita dei ceti meno abbienti. Dopo aver finito I, Daniel Blake e vinto la Palma d’Oro, Loach era sul punto di ritirarsi. Ma i risultati delle ricerche fatte per il film, erano solo la punta dell’iceberg. Quello che Loach stava scoprendo era «un nuovo tipo di sfruttamento» che valeva la pena approfondire e raccontare in un nuovo film che fosse in qualche modo legato al primo.

L’esperienza di I, Daniel Blake ha dato lo slancio per realizzare Sorry We Missed You. Se I, Daniel Blake raccontava il complicato sistema dei sussidi e delle indennità, Sorry We Missed You (al cinema dal 2 gennaio) ruota attorno al mondo del lavoro e delle persone che – per dirla con Theresa May – «riescono a stenta a cavarsela». Quello che Loach vuole raccontare in questo film è il nuovo tipo di sfruttamento su cui si basa la gig economy ma soprattutto le conseguenze che questo sfruttamento causa nella vita famigliare del lavoratore.

La famiglia Turner.

Una scena del film Sorry We Missed You.
Il lavoratore scelto da Loach come protagonista è Ricky Turner – Kris Hitchen -, uno stacanovista per definizione. Lui e la moglie, avevano risparmiato abbastanza da riuscire a comprare una casa, ma il crack finanziario del 2008 gli ha impedito di sottoscrivere un mutuo. Ricky ha perso il lavoro e ha dovuto vendere la casa. La moglie, Abby – Debbie Honeywood – non è da meno, lavora come badante per un’agenzia e non è pagata a ore bensì in base al numero di visite. Per raggiungere le case dei suoi assistiti, sparse per la città di Newcastle, non può fare a meno dell’auto; Ricky però ha un piano per fare un sacco di soldi, decide così di venderla e acquistare un furgone per iniziare il suo business “personale”.

Il piano di Ricky consiste nel lavorare come un cane, superare anche se stesso per procurarsi i fondi necessari a comprarsi una casa e permettere alla famiglia di andare avanti come desidera. L’idea del fattorino per lui è l’ultima chance, anche perché le tensioni famigliari aumentano sempre di più e il figlio Seb – Rhys Stone -, sta per deragliare. La situazione peggiora ulteriormente quando Ricky inizia a essere sempre fuori. Seb rimane spesso con la sorellina Liza Jane – Katie Proctor -, che è molto sveglia e vuole solo che tutti siano felici.

In Sorry We Missed You ogni dettaglio è autentico.
Gli attori, tutti emergenti, non sapevano come sarebbe andata a finire la storia. Ogni episodio era una scoperta anche per loro. Loach infatti è da sempre ossessionato dalla credibilità dei suoi film. «Ogni dettaglio doveva essere autentico. Nessuno doveva fingere.» Lo stesso Hitchen ha dovuto lavorare 20 anni come idraulico prima di fare l’attore e ottenere la parte di Ricky. Le scenografie e gli ambienti sono stati realizzati con lo stesso obiettivo di ottenere credibilità: lo stile estremamente sobrio consente alla narrazione e agli attori di prevalere e prendere vita.

Così la famiglia Turner, dalla propria casa in affitto a Newcastle, riesce a diventare il microcosmo che rappresenta l’intera Gran Bretagna e non solo, data la diffusione del lavoro precario in tutta Europa. Il film, con i suoi protagonisti-simbolo, diventa il ritratto di un sistema che ha ripercussioni soprattutto sui figli di genitori stremati dal lavoro, che non hanno sufficientemente tempo per loro.

Impossibile non affezionarsi.

La lucida accusa del sistema che Loach fa in Sorry We Missed You, non è certo nuova o sorprendente rispetto ai suoi lavori precedenti. Chi lo accusa di essere troppo freddo e ideologico, potrebbe leggere questo film come l’ennesimo manifesto politico del regista. Ma la forza di un film come Sorry We Missed You, al quale è impossibile non è affezionarsi, merita ben altre considerazioni. Milioni di spettatori, come già è accaduto con I, Daniel Blake, si ritroveranno nei protagonisti del film, sentendosi meno soli e, finalmente, compresi nell’umiliazione che sono costretti ad affrontare ogni giorno. Per citare la produttrice Rebecca O’ Brian:

«Se si mettono insieme, i film di Ken costituiscono una sorta di lunga storia delle nostre vite. Mi piace pensare che tra 200 anni, se qualcuno vorrà farsi un’idea della storia sociale della nostra epoca, potrebbe trovare una risposta guardando cinquant’anni di film di Ken Loach e dei suoi sceneggiatori.»

3. VIDEO

TRAILER

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

SCENE DAL FILM

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
scena dal film
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
scena dal fim

L’età giovane

(Leggi anche BUONA VISIONE EDUCARE CON I FILM )

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne.
Belgio, 2019
Titolo originale: Le Jeune Ahmed
Età dai 13 anni

  • Sinossi
  • Recensione
  • Video

SINOSSI

Ahmed, adolescente musulmano del Belgio, pianifica l’omicidio della sua insegnante dopo aver abbracciato l’ala più radicale della sua religione.

RECENSIONE

Leonardo Gandini cineforum.it
Questo film inizia con un’ascesa – per le scale, di corsa – e finisce con una caduta, dall’alto, in un prato. Se parto da qui, è perché le traiettorie fisiche del protagonista, in L’età giovane come in tutto il cinema dei Dardenne, sono al contempo la bussola della nostra visione – la messa in scena è interamente definita dai movimenti e dalle soste del personaggio principale – e il centro nevralgico della loro riflessione sulla possibilità che nel mondo, malgrado tutto, ci sia ancora posto per qualche forma malconcia di umanità. A contrastare la quale entra in campo questa volta non la miseria, come in Rosetta e L’enfant, ma l’intolleranza religiosa. Ossessionato dal Corano e plagiato da un imam che butta benzina sul fuoco, il giovane Ahmed del titolo è un ragazzino con un’ansia di purezza che sbatte continuamente contro le pareti del Belgio laico e mondano nel quale si trova a vivere. Da qui la voglia di lavare nel sangue i peccati nel mondo, un po’ come Travis Bickle in Taxi Driver e Mishima nel film omonimo (entrambi scritti da Paul Schrader, il cineasta che più di ogni altro, prima dei Dardenne, ha celebrato la dannazione dei puri in un mondo che trabocca imperfezione). Ma Ahmed, a differenza dei suoi predecessori, è appunto jeune, posseduto quindi dalla fragilità interiore di un ragazzino che scambia l’intransigenza per passione e l’intolleranza per amore; e soprattutto, ha l’età giusta perchè i Dardenne credano in lui e ci facciano di conseguenza appassionare al suo lento, tormentato, soffertissimo percorso di redenzione. Avengers dell’anima, i due fratelli belgi, ma senza mai retorica, al netto di effetti speciali e colonna sonora, sempre e solo instancabilmente appiccicati al corpo del ragazzo, alla sua febbrile irrequietezza fisica, che ne esteriorizza una spirituale. Il cinema di chi è sorretto da una fede incrollabile nel genere umano e nell’evidenza delle immagini: come sosteneva Bresson (il maestro di Schrader: c’è qui una linea genealogica in atto, nel segno di una spiritualità sposata all’austerità estetica), l’idea più preziosa del film, è anche quella che devi nascondere meglio. Qui è nascosta così bene, fra le pieghe e negli anfratti del corpo acerbo di Ahmed, che si intravede solo nell’ultima, memorabile sequenza. Prima appunto bisogna cadere, anzi precipitare: la drammaturgia di un corpo disteso e inerme che, con l’eloquenza muta del dolore, racconta che sì, alla fine, l’umanità anche questa volta ce l’ha fatta.

VIDEO

TRAILER

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Ahmed e Inès

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

l’incontro con la mamma in carcere

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Ahmed e Louise

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Mostra che ti ritrovo

Mostra “itinerante” per i luoghi dell’estate.
I libri bianchi raccontano …

MOSTRA DEI LIBRI BIANCHI REALIZZATI DAGLI ALUNNI CLASSE SECONDA ( leggi il progetto LIBRI BIANCHI clicca qui)

Guarda la presentazione realizzata dall’Associazione Grégory per la mostra

(https://www.youtube.com/watch?v=jYEjQYebt9U&t=16s)

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

ATTENTI ALLA MOSTRA

INDICE

  1. PRESENTAZIONE
  2. LA LETTURA DELLE FIABE IN CLASSE
  3. LA REALIZZAZIONE DEI QUADRI 
  4. VIDEO ATTENTI ALLA MOSTRA
  5. VIDEO DURANTE ATTENTI ALLA MOSTRA

1. PRESENTAZIONE

 “ATTENTI ALLA MOSTRA!” È LA TAPPA FINALE DI UN PROGETTO MULTIDISCIPLINARE.

PARTENDO DALLA LETTURA DI MOLTE FIABE E STORIE DOVE I LUPI SONO PROTAGONISTI, OGNI ALUNNO HA RAPPRESENTATO IL “PROPRIO LUPO”.

2. LA LETTURA DELLE FIABE IN CLASSE

 L’INIZIO DELLA SCUOLA PRIMARIA È INDUBBIAMENTE UNA TAPPA FONDAMENTALE PER LA CRESCITA DEI BAMBINI: NUOVE AVVENTURE, AMICIZIE, SFIDE E PAURE DA AFFRONTARE E SUPERARE. IN QUESTO ANNO SCOLASTICO SONO STATE LETTE IN CLASSE TANTE FIABE CHE HANNO ACCOMPAGNATO E SOSTENUTO I BAMBINI IN QUESTO IMPORTANTE MOMENTO DI PASSAGGIO.

LA LETTURA DI STORIE HA RAPPRESENTATO UN MOMENTO EDUCATIVO SIA PER I BAMBINI, CHE SI SONO IMMERSI NEI RACCONTI INCONTRANDO LUPI CATTIVI E LUPI BUONI, CHE PER GLI INSEGNANTI, PERCHÉ IL NARRARE FIABE È UN MOMENTO DI BUONA EDUCAZIONE. OGNI BUON RACCONTO DELLA LETTERATURA PER L’INFANZIA HA UN VALORE ALTAMENTE PEDAGOGICO CHE VA OLTRE LA MORALE DELLA STORIA, LEGATO ALL’ATTO STESSO DELL’INSEGNANTE CHE NELLO STRUMENTO DELLA LETTURA AD ALTA VOCE DEDICA TEMPO DI QUALITÀ AL PROPRIO ALUNNO. È UN PREZIOSO MOMENTO EDUCATIVO CHE IL BAMBINO NON PERCEPISCE SUL PIANO RAZIONALE MA CHE AVVERTE CON PIENEZZA A LIVELLO EMOTIVO.

 “CREDO CHE LE FIABE, QUELLE VECCHIE E QUELLE NUOVE, POSSANO CONTRIBUIRE A EDUCARE LA MENTE. LA FIABA È IL LUOGO DI TUTTE LE IPOTESI” (G. RODARI).

 

3.LA REALIZZAZIONE DEI QUADRI

 GLI ALUNNI HANNO REALIZZATO TANTI DISEGNI SUI LUPI, DALLA SCELTA DI UNO O PIÙ DISEGNI È NATA L’IDEA DI COSA DIPINGERE SULLA TELA.

L’OSSERVAZIONE DEI BAMBINI ALL’OPERA E LA LORO DIRETTA SPERIMENTAZIONE DELL’INVENTARE E IMMAGINARE IL PROPRIO LUPO SONO STATI UNA PREZIOSA OCCASIONE DI CRESCITA E CONDIVISIONE.

OGNI BAMBINO HA AVUTO UN APPROCCIO PERSONALE DAVANTI AL FOGLIO BIANCO: C’È  STATO CHI HA DISEGNATO E COLORATO IN MODO IMMEDIATO E QUASI ISTINTIVO E CHI INVECE HA POSTO MOLTA ATTENZIONE E PRECISIONE, CHI SI È CONCENTRATO E CHI INVECE HA LASCIATO PARLARE LE PROPRIE EMOZIONI.

ALCUNI HANNO DISEGNATO IN MODO PIÙ ORIGINALE ALTRI IN MODO PIÙ RIPRODUTTIVO, QUALCUNO SI È ADDIRITTURA BLOCCATO DAVANTI ALLO SPAZIO VUOTO.

MA ALLA FINE TUTTI HANNO TROVATO LA PROPRIA MODALITÀ ESPRESSIVA E I LORO SEGNI, I LORO COLORI SONO DIVENTATI POESIE E RACCONTI PROFONDI.

I BAMBINI NASCONO PER ESSERE ARTISTI RICCHI DI INVENTIVA NEL SENSO PIÙ AMPIO DELL’ESPRESSIONE: DANNO VITA A EVENTI BELLI E SIGNIFICATIVI, CHE VOGLIONO CONDIVIDERE CON ALTRE PERSONE, A CUI SONO LEGATI DA UN RAPPORTO INTIMO E DI AFFETTO.

“IL PROCESSO CREATIVO È INSITO NELLA NATURA UMANA ED È QUINDI, CON TUTTO QUEL CHE NE CONSEGUE DI FELICITÀ DI ESPRIMERSI E DI GIOCARE CON LA FANTASIA, ALLA PORTATA DI TUTTI. […] NON PERCHÉ TUTTI SIANO ARTISTI, MA PERCHÉ NESSUNO SIA SCHIAVO” (G. Rodari)

 

4.VIDEO ATTENTI ALLA MOSTRA

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

5 VIDEO “DURANTE ATTENTI ALLA MOSTRA” -realizzato da Tommaso Giudici Mr.Master –

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

COMPITI A CASA di Raffaele Mantegazza

Risultati immagini per compiti a casa mantegazza fefè editore

1) INTERVISTA 

2) SINOSSI

 

INTERVISTA

W. Brandani:  Come è nata l’idea di scrivere un libro sul tema dei compiti a casa?

R. Mantegazza: Il tema dei compiti e quello della valutazione saranno sempre più temi caldi per la scuola, anche perché vengono affrontati in modo schematico (compiti sì/compiti no, voti sì/voti no) senza considerare che questi argomenti riguardano il tema della scuola più in generale e del suo senso per l’esperienza di vita di un ragazzo o di un bambino. Il libro cerca dunque di capire il senso dei compiti inserendolo nella domanda sul significato della scuola oggi e di proporre una soluzione che non sia troppo semplicistica

A chi si rivolge il libro?

Il testo è leggibile da tutti gli attori del teatro scolastico. Può essere letto dagli insegnanti per cercare di impostare diversamente il problema dei compiti, dai genitori per aiutare i propri figli in questa quotidiana attività, ci sono poi sezioni direttamente rivolte ai ragazzi, dalle primarie alle secondarie di II grado, per aiutarli a capire il senso dei compiti e il modo migliore per affrontarli

Spesso si sentono molti pareri discordanti sull’utilità dei compiti a casa, mai il tema dei compiti non è strettamente legato a come si fa scuola? Si possono abolire o incentivare i compiti a casa senza aver fatto una riflessione sul nostro sistema scolastico?

Come ho scritto sopra, ovviamente no, e questo è probabilmente l’errore che si compie. Se i compiti sono sostitutivi del lavoro a scuola, allora sono dannosi. Se invece sono una rielaborazione personale di una esperienza che è iniziata nelle aule scolastiche allora aiutano i ragazzi a pensare alla scuola e a trovare uno spazio per essa anche al di fuori dell’aula. Ma a due condizioni: che siano POCHI e BELLI

Qual è il ruolo dei genitori nel percorso scolastico dei figli e nello svolgimento dei compiti a casa?

Il ruolo dei genitori dovrebbe esser e sempre quello di garantire ai ragazzi uno spazio e un tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti, ma mai di sostituirli in questa che deve rimanere una loro attività. Ovviamente tutto questo evolve con il crescere dei ragazzi: dallo “stare di fianco” per i bambini delle primarie (che nel primo ciclo NON DOVREBBERO avere compiti) al lasciare spazio al ragazzo anche se in qualche caso significherà andare a scuola con i compiti sbagliati o addirittura non svolti

 

SINOSSI

Nel rapporto con le famiglie la questione dei compiti a casa è una delle più controverse. Sono troppi? Sono pochi? Solo durante il weekend o anche durante la settimana? L’argomento riempie dibattiti sui mezzi di comunicazione con petizioni da una parte e dall’altra, ma riempie pure i numerosi gruppi WhatsApp che intasano mentalmente ed emotivamente la vita delle famiglie con alunni a scuola. L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), in una recente nota, sembra aver messo un punto fermo nel dibattito: in Italia sono troppi! Questo libro scritto da un pedagogista di chiara fama fa il punto, chiarisce e dà consigli a studenti, genitori e insegnanti, dalle primarie alle superiori.